Mesotonica | La sede di Mesotonica
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La sede di Mesotonica

La sede di Mesotonica

 

Non c’è palco a Mesotonica. L’atmosfera è quella di un salotto, intimo, caldo, familiare.

Non c’è linea di demarcazione fra chi ascolta e chi suona, l’esperienza sonora è intorno allo spettatore ed al musicista in maniera totalizzante, a 360°.

La prossimità è coinvolgente.

Chi ascolta percepisce il respiro del musicista, ogni suo gesto, la fatica di un passaggio e l’estasi di una consonanza che giunge al fine.

Chi suona sente la prossimità del calore del pubblico, la sua concentrazione, ogni sua distrazione ed ogni pieno entusiasmo.

Il musicista si racconta attraverso i suoni e le parole; lo spettatore, protetto dalla familiarità del luogo, si schiude alla curiosità.

“Lo spazio è di quelli che non ti aspetti , affacciato com’è su via Muzzi con una vetrina che lascia poco all’immaginazione ed è piuttosto un richiamo da sirene, grazie alla musica che si avverte attutita lungo la strada e agli strumenti caldi di legno e lucidi di ottone che si intravedono dietro il pubblico intento all’ascolto. L’ambiente trasformato dalle abili mani delle scenografa Eva Sgro’ (in fondo qui c’era una pizzeria a taglio) restituisce l’effetto di un salotto accogliente, colorato, piacevole e originale con i suoi libri antichi, le cornici vuote, le sedie scompagnate, i cuscini colorati su gradoni di legno che invitano ad accomodarsi e ad ascoltare.”

 

(Mila Montagni-Pratoreview n.32)